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Tiziano, Vecellio

(Pieve di Cadore ca. 1490-Venezia 1576) 

"Amor Sacro e

Amor Profano”

1514 ca.

olio su tela

118 x 279 cm

Roma, Galleria Borghese.

Con l’esecuzione della tela allegorica nota come “Amor Sacro e Amor Profano” prende avvio una nuova fase dell’arte di Tiziano. Superato in modo definitivo il rapporto con le delicate atmosfere tonali di Giorgione, il maestro procede verso l’affermazione di una monumentale forma classica. Le figure umane si dispiegano con serena maestosità in un paesaggio denso e corposo.

L'artista giunto a Venezia giovanissimo, fu a bottega presso Gentile Bellini, ma divenne presto allievo e collaboratore di  Giorgione.

Tiziano riprende la nuova concezione pittorica di Giorgione e la sviluppa rendendo più intenso il colore e più monumentali le forme ("Miracoli di Sant'Antonio", a Padova).

Autore di intensi ritratti, Tiziano è richiesto in tutta Europa da dogi, pontefici e sovrani. Nel 1516 riceve la commissione della grande pala dell'Assunta in Santa Maria dei Frari a Venezia, opera in cui i riflessi della cultura romana si fondono in un colore caldo e sensuale.

Caratterizzato da un'inesauribile vena inventiva, Tiziano affronta temi sacri rendendoli umani, e si abbandona alla rappresentazione edonistica di scene mitologiche e profane. Il successo commerciale del classicismo tizianesco è immediato e trova applicazione in un genere nuovo di dipinti: intorno al 1515 escono dalla bottega del pittore numerose tele profane, occupate da prorompenti mezze figure femminili nate con i pretesti più diversi (Salomè con la testa del Battista: Roma, Gall. Doria-Pamphilj; Donna allo specchio :Parigi, Louvre; Flora: Firenze, Uffizi).

Artisti

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